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Segreto commerciale: la Corte UE bilancia trasparenza e tutela aziendale

Tempo lettura: 2 minutiIl segreto commerciale non può limitare il diritto di accesso ai dati personali: la Corte UE chiarisce i confini tra trasparenza e riservatezza.

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Segreto commerciale: la Corte UE bilancia trasparenza e tutela aziendale

 

La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea – nella causa C-203/22 tra CK e il Magistrat der Stadt Wien – ha segnato un’importante svolta nella tutela del segreto commerciale. La decisione riguarda il bilanciamento tra il diritto di accesso alle informazioni nei processi decisionali automatizzati e la protezione delle informazioni riservate delle imprese.

La Corte ha ribadito che il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) garantisce agli interessati il diritto di comprendere il funzionamento degli algoritmi che elaborano dati personali per produrre valutazioni con impatti significativi, come lo scoring creditizio. L’articolo 15, paragrafo 1, lettera h) del GDPR stabilisce che l’accesso alle informazioni non può essere negato invocando il segreto commerciale, a meno che non vi siano soluzioni alternative per garantire trasparenza senza compromettere dati aziendali riservati.

Nel caso specifico, CK ha contestato il rifiuto di un contratto di telefonia mobile basato su uno scoring automatizzato. La società Dun & Bradstreet Austria GmbH ha negato l’accesso ai dettagli del calcolo, sostenendo che tali informazioni rientrassero nel segreto commerciale. Tuttavia la Corte ha affermato che il diritto di accesso ai dati personali non può essere compromesso in modo assoluto dalla protezione dei segreti commerciali.

Il punto chiave della sentenza è che l’interessato deve poter verificare l’accuratezza dei dati e contestare eventuali errori, anche quando le informazioni trattate rientrano nel segreto commerciale. Se alcune informazioni non possono essere rivelate direttamente, devono essere fornite a un’autorità di controllo o a un giudice per una valutazione imparziale.

Questa decisione pone le basi per una maggiore trasparenza nei processi decisionali automatizzati e impone alle aziende di trovare un equilibrio tra la tutela del segreto commerciale e il rispetto dei diritti degli interessati. Le imprese devono ora adottare strategie più accorte per la gestione dei dati, evitando di nascondere dietro il segreto commerciale informazioni essenziali per gli interessati.

Per gli imprenditori, ciò può implicare una revisione delle politiche aziendali in materia privacy e di accesso ai dati, specie di scoring e intelligenza artificiale. Fornire spiegazioni comprensibili sulle logiche decisionali non solo è un obbligo normativo, può anche migliorare la fiducia e la reputazione dell’azienda.

La sentenza rappresenta un importante passo avanti nella regolamentazione del segreto commerciale nell’era digitale. Gli operatori economici devono assicurarsi di conformarsi a queste nuove linee guida per evitare controversie legali e garantire una gestione etica e trasparente delle informazioni.

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